Antirazzista è antifascista, Molfetta a Macerata

Antirazzista è antifascista, Molfetta a Macerata.

Ore 14.00 di sabato 10 febbraio 2018. Piazza Nazario Sauro. Macerata.
Sembra una città fantasma quella che si osserva davanti ai propri occhi. Le luci intermittenti delle forze dell’ordine schierate a ogni accesso del centro storico della città , il tempo nuvoloso e il clima freddo, i locali chiusi così come stabilito dal Sindaco, generano una terribile inquietudine, una sensazione spaventosa, vissuta da migliaia di persone a Genova anni prima nel 2001.

Il tragitto da fare non è lungo ma le temperature fanno sentire ogni passo percorso.

Man mano che ci si avvicina al punto di concentramento si scorgono centinaia prima e poi migliaia di persone, chi con macchine fotografiche in mano, chi con cartelli, chi pronto a srotolare lo striscione portato dalla propria città, chi bandiere. Tante, diverse. Si vedono quelle dell’A.n.p.i, portate da pezzi di quella base che ha deciso di non attendere sino al 24 febbraio per manifestare, così come deciso dai vertici, il proprio essere contro i fascismi (a Roma e non a Macerata); ci sono le bandiere Antifa, quelle di Emergency, Notav, Arci, della Pace. Ci sono le bandiere di Potere al Popolo, tantissime, unite dentro lo spezzone di corteo che partirà dopo quello dei Giuristi Democratici e dei liberi cittadini di Macerata.

Tra le bandiere rosse e il simbolo bianco è possibile ritrovare il volto del vignettista Vauro, della giornalista Francesca Fornario, del Segretario del Partito di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo, ma soprattutto di Lidia Menapace: 94 anni, partigiana, candidata al Senato con Potere al Popolo al collegio dell’Alto Adige.

Sono insieme, uniti, pronti a intonare cori antifascisti e antirazzisti e partecipare a un corteo che diventerà sempre più colorato e variegato.

30 mila sarà il numero finale dei partecipanti indicato dagli organizzatori: 30 mila cittadini che hanno deciso di dire da che parte stare dopo l’atto terroristico realizzato in quella città a opera di Luca Traini, ex candidato Lega Nord, che ha tentato l’omicidio di 6 persone solo perché col colore della pelle diverso dal suo.

Un tentato omicidio figlio di quelle “fake news” con cui oggi, come ottant’anni fa, la destra fascista, stragista e anticostituzionale racconta le cause dell’ingiustizia sociale dilagante spostando la discussione dal perdurante arricchimento dei pochi a scapito dei molti, allle migrazioni di quanti scappano da guerre, fame e miseria.

Non è servita a nulla la richiesta del Sindaco del Pd di fermare tutte le manifestazioni senza fare alcuna distinzione tra quelle di Casapound e Forza Nuova e quelle antifasciste, o le intimidazioni di Minniti che avrebbe attivato il Viminale per annullare qualsivoglia evento a Macerata, o la distorsione della realtà di Renzi (che parla della necessità di più forze armate), Berlusconi (la migrazione è una bomba sociale, via 600 mila migranti dall’Italia), Di Maio (richiesta di silenzio sull’accaduto), o ancora il dietrofront dei vertici di Cgil Anpi Libera pochi giorni prima della manifestazione.

La manifestazione si è tenuta e un nuovo blocco sociale, fatto da migranti, lavoratori, organizzazioni e reti sociali ha dimostrato quanto l’antifascismo è vita e presenza laddove il silenzio e l’indifferenza generano invece vuoto e morte.

Potere al Popolo Molfetta ha partecipato all’appuntamento perché crede fortemente nella Costituzione e nei suoi principi fondamentali, nati dalla vita spesa dai partigiani, e ora messi in pratica grazie all’azione di attivisti e militanti uniti da uno stesso orizzonte: mai più razzismi. Mai più fascismi

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