Domenico Lucano e il no alla cittadinanza onoraria

Ieri sera nell’ultimo consiglio comunale, l’amministrazione Tommaso Minervini e la sua maggioranza in consiglio hanno perso l’ennesima occasione per dimostrare da che parte fosse giusto esserci, votando contro la proposta di solidarietà al modello Riace e il rilascio della cittadinanza onoraria a Domenico Lucano.
Lo ha fatto nel modo peggiore possibile, spaccandosi de facto.
Intercettazioni smozzicate e utilizzate senza alcun motivo e in malo modo, confondendo il piano giuridico e politico, giustificazioni mistificatorie della realtà, assenza d’approfondimento dell’argomento, retorica sbrodolata e schizofrenica sull’operato del primo cittadino della locride, motivazioni sul metodo della richiesta e proposta della mozione e non sul merito del tema, tante, troppe, lacune sulla storia di Riace e sul motivo per cui sono stati bloccati i fondi SPRAR del progetto d’accoglienza.
Questi ingredienti, mixati in modo spregiudicato e senza logica hanno portato all’ennesimo muro politico eretto nei confronti di una proposta non appartenente a una minoranza ma rilanciata dalla stessa unicamente per renderla bene comune dell’amministrazione e comunità molfettese.
Ma questo non è stato reso possibile dall’ottusità di chi parla di garantismo e di ragionare in modo indipendente da dinamiche giudiziarie ma poi le usa come strumento per archiviare una proposta utile quanto meno a rinvigorire quegli anticorpi di accoglienza, antirazzismo, antifascismo fondamentali in questi tempi bui.
L’assise di Molfetta oggi ha detto no a Domenico Lucano e a un’avviamento di rilascio della cittadinanza onoraria.
Si è dichiarata a favore del modello ma ritenendolo impraticabile, a favore dell’accoglienza ma “non troppa” secondo alcuni componenti della maggioranza stessa, a favore della collettività riacese ma al tempo stesso considerarla vittima, secondo il portavoce del voto contrario del Partito Democratico Molfettese, del sistema di accoglienza ventennale (VENTENNALE) promosso da Mimmo Lucano.
Ci si è ritrovati con un falso sostegno con le dovute distanze e distinguo.
A favore ma contrario.
Una posizione politicamente inaccettabile, ancor più se la maggioranza stessa ha votato compattamente a favore, assieme alla minoranza di sinistra, subito dopo del punto all’o.d.g. contro il Dl Salvini, ormai diventato legge dopo il voto di fiducia della Camera.
Una posizione che macchia la storia dell’accoglienza e della pace di Molfetta, che ha visto giganti dell’umanità agire tra la nostra gente rendendo la nostra città un luogo degno di ricevere la venuta del Papa in persona, arrivato a Molfetta in nome di colui che apri le porte del seminario per dare dimore a chi non l’aveva: Don Tonino Bello.
Una posizione irrispettosa del passato della nostra città ma che non deve rispecchiare l’animo dei molfettesi in questo presente.
Molfetta non può voltare le spalle a Riace, non può voltarle a Domenico Lucano.
Bisogna avere piena coscienza e consapevolezza del ruolo geografico, storico, politico che ha assunto definitamente Riace sul piano non solo italiano ma internazionale.
Riace non è solo un borgo di 1.700 abitanti.
Riace non è solo un paesino sperduto della Locride.
Riace è uno dei pochi baluardi italiani che rappresentano una realtà e narrazione opposta a quanto oggi viviamo e subiamo.
Domenico Lucano non sarà formalmente cittadino molfettese, ma lo diventerà.

Molfetta, 29 novembre 2018

Domenico Lucano

Taggato con:

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.