Benedetto Petrone vive!

In un periodo come quello attuale in cui c’è un riemergere dei neofascismi, sia a livello europeo che italiano, del resto spesso legittimati dai governi nazionali, come la dichiarazione di Salvini di non mettere tra le priorità lo sgombero del palazzo occupato da Casa Pound in pieno centro a Roma, mentre vengono inviate ruspe in ogni dove, la data del 28 novembre diventa importante per tutti coloro che si richiamano ai valori dell’antifascismo alla base della Costituzione Italiana.

Perché la data del 28 novembre? Perché son passati 41 da quella sera in cui in Piazza Prefettura a Bari, veniva raggiunto da un manipolo di fascisti, aggredito e pugnalato a morte il giovane militante della FGCI barese Benedetto Petrone. Un caso in cui i fascisti mostrarono la loro vigliaccheria uccidendo un ragazzo con difficoltà ambulatorie, per il quale fuggire non era facile.

Il 28 novembre da 41 anni Bari ricorda quell’episodio, diventato d’attualità dopo i fatti del settembre scorso dove dei compagni sono stati aggrediti da fascisti di CasaPound alla fine di un corteo contro le politiche del governo giallo-verde e la presenza, poi rinviata, di Salvini a Bari.

Anche quest’anno l’appuntamento si ripete partendo alle ore 18 presso piazza Umberto a Bari, per giungere a piazza Prefettura luogo dell’omicidio di Benedetto, una manifestazione non solo per ricordare, ma anche:

– contro il razzismo ed il classismo del decreto Salvini, che smantella la possibilità di servizi all’interno dei progetti di accoglienza che tutelino la dignità della persona, che cancella l’istituto della protezione umanitaria e annulla la possibilità per i richiedenti asilo di ottenere una residenza, che prevede tempi di detenzione sempre più lunghi negli HotSpot e nei CPR ed in alcuni casi anche presso i posti di Frontiera;

– contro la guerra dichiarata del Ministro degli Interni Salvini alle occupazioni abitative e alle occupazioni sociali e politiche fatta di provvedimenti legislativi che restringono ulteriormente le libertà democratiche già messe pesantemente in discussione da Marco Minniti, suo predecessore durante il governo a guida PD;

– contro la riforma della legittima difesa (approvata al senato il 24 ottobre scorso) che, insieme al sistema delle licenze per la detenzione delle armi, rappresenta il perfetto combinato disposto per trasformare il nostro paese in un far west all’americana;

– contro il decreto Pillon che prevede una forte limitazione alla libertà di scelta delle donne meno abbienti rendendo ulteriormente complicato, lungo e dispendioso il divorzio, eliminando l’assegno di mantenimento ed introducendo un quadro normativo vessatorio nei confronti delle donne vittima di violenza domestica;

– contro la violenza fascista e razzista e per la chiusura di tutte le sedi fasciste.

Potere al Popolo Molfetta invita tutti i sinceri antifascisti molfettesi ad essere presenti alla manifestazione, altresì chiediamo all’Amministrazione comunale di chiudere l’iter burocratico che porti a intitolare definitivamente il campo sportivo “Benedetto Petrone” apponendo una targa in memoria di Benedetto Petrone.

benedetto petrone

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