Il nostro contributo all’assemblea nazionale di Potere al Popolo

TEMPO DI BILANCI

In vista della prossima assemblea nazionale di Potere al Popolo vogliamo mettere a disposizione qualche riflessione, in attesa che siano definiti i punti all’ordine del giorno. Crediamo che sia necessario verificare il percorso fin qui fatto ovvero le scelte politiche e statutarie per capire se la strada è quella giusta oppure abbisogni di alcuni cambiamenti.

Non si tratta di semplici questioni formali ma di nodi politici, così come non vogliamo s/cadere nel dibattito su affermazioni individuali o uscite di singoli. Il punto di fondo è: Potere al Popolo sta mantenendo fede alle ragioni per cui era nato? In altre parole, ha svolto e sta svolgendo la funzione di catalizzatore delle energie e delle risorse della sinistra di classe e anticapitalista con l’obiettivo finale di ricomporre la galassia di movimenti, partiti e collettivi che compongono quest’a area politica?

Lo anticipiamo subito: se si ritiene che la mancata presentazione alle elezioni europee (in autonomia o in coalizione) non sia un sintomo di arretramento ma anzi la conferma della virtuosità cristallina del percorso intrapreso, se è sufficiente annunciare periodicamente l’apertura di una nuova Casa del popolo, se basta annunciare trionfanti l’elezione di un pugno di consiglieri comunali qua e là per sostenere che “tutto va bene”, chi si ritiene soddisfatto per tutto ciò è bene che allora non perda tempo ulteriore con le riflessioni che seguono.

Potere al popolo ha in questi mesi avuto il merito di ravvivare la militanza in molte compagne e molti compagni che si erano allontanati dalla politica. L’apertura di case del popolo, di esperienze di mutualismo, l’avvicinamento di giovani alla politica sono sicuramente dei traguardi importanti, così come utile è stato intraprendere relazioni politiche con altre forze della sinistra di classe europea. Attribuire importanza alle pratiche, partire dal territorio piuttosto che dalle coalizioni elettorali è sicuramente un passo avanti nel percorso tormentato della nostra area politica. Eppure, purtroppo, tutto questo non basta.

A nostro parere, chi crede che quanto fatto (o non fatto) finora consolidi l’esperienza-speranza di Potere al Popolo sta magari inconsapevolmente replicando e riproducendo dinamiche e atteggiamenti di altre organizzazioni storiche della sinistra di classe e anticapitalista del nostro paese. Non capiamo – a maggior ragione in questa fase di arretramento continentale di tutte le sinistre – a che serva alimentare ingenui ottimismi se già nel giro di un anno da essere luogo e sede di moltiplicazione e aggregazione di soggettività ed energie, Potere al Popolo si è trasformato, ma soprattutto è percepito come un soggetto partitico al pari di altri e in concorrenza con altri in uno spettro sempre più risicato. È questo che volevamo? Noi no.

Pensiamo davvero che l’idea della riduzione al minimo della distanza fra “dirigenti” e “base”, l’introduzione di una piattaforma informatica, la leggerezza delle strutture intermedie, il mix fra dinamismo di movimento e autorganizzazione territoriale unito a elementi di centralizzazione sui temi politici, sugli strumenti e sulla comunicazione complessiva abbia garantito in questo primo anno di vita una crescita tale da garantire lo slancio che aveva consentito la nostra presenza in occasione delle elezioni politiche? Non ci sembra davvero.

Per questo ci auguriamo che si avvii a partire dalla prossima assemblea nazionale un importante momento di riflessione e si prepari una verifica autentica del nostro Statuto, a maggior ragione per via del suo carattere dichiaratamente sperimentale. Del resto parlare di Statuto significa rispondere anche ad alcune domande: come misuriamo il successo e l’utilità di un’organizzazione politica? Come viene essa percepita dai soggetti a cui si vuole rivolgere?

Insomma, è arrivato il momento di affrontare alcuni nodi.

– Quale senso e utilità ha la previsione statutaria sulla svolgimento almeno di un’assemblea territoriale pubblica al mese? Crediamo davvero che basti questo “impegno comunicativo-trasmissivo” per permettere una continua apertura e comunicazione con il territorio oppure ascoltare idee diverse e mettersi al servizio dei cittadini.

– Pensiamo davvero che basti consigliare la trasmissione di quest’assemblea pubblica in streaming, in modo da poterne certificare lo svolgimento e allargare la partecipazione?

– E poi si è detto che non si volevano strutture intermedie tra base e vertice ma l’esigenza di livelli territoriali intermedi – negata in via di principio, ma crediamo avvertita da tanti se non da tutti – rientra dalla finestra attraverso la possibilità di convocare su base regionale Assemblee. Ma allora vogliamo riconoscere dignità politica, organizzativa e statutaria a questi livelli attraverso i quali l’organizzazione cresca mediante il dibattito tra compagni, oppure preferiamo mantenere tutto nell’informale? O preferiamo raccontarci la favola che così diverremmo un partito burocratico?

Ci sono contraddizioni interne che dopo un anno fatichiamo a comprendere ma soprattutto rimane inevaso un punto di domanda fondamentale: Potere al Popolo vuole essere uno strumento di ricomposizione politica della sinistra di classe e anticapitalista (come è stato nella sua fase iniziale) oppure ritiene di dover proseguire nella sua parabola di costruzione di un ennesimo soggetto tra altri soggetti? Siamo sicuri che stiamo facendo tutto al contrario?

La risposta a queste domande per noi non è più rinviabile.

Giugno 2019

Potere al Popolo!

Assemblea territoriale di Molfetta

L’evento facebook dell’asseblea naziona: https://www.facebook.com/events/438538723665308/

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